23 maggio 2012

Il mio 23 maggio 1992


Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, un tutt'uno da non separare neanche nelle ricorrenze individuali! Ma veniamo al mio racconto.
Il pomeriggio di sabato 23 maggio di 20 anni fa sono uscito in bicicletta, con mia moglie, nella campagna circostante. Non erano passati neanche 2 anni dal nostro matrimonio, nostra figlia ancora non c'era e la giornata era bella serena di un caldo primaverile. Avevamo comprato da poco una mountain bike ciascuno e quelle erano le prime pedalate con le Trubbiani color viola. Non siamo stati fuori molto, il tempo di rompere un po' il fiato, qualche foto e via di nuovo verso casa per una doccia salutare.
Al rientro i muscoli tiravano e prima di metterci sotto l'acqua rigeneratrice ci siamo rifocillati e abbiamo acceso la TV. E' stato in quell'attimo che è arrivato il pugno nello stomaco! Un pugno terribile vedendo e ascoltando quello che era successo a Capaci! Giovanni Falcone, simbolo della legalità contro il potere mafioso, era stato ucciso. Con lui altre vite spezzate barbaramente dall'arroganza mafiosa: Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
In quell'attimo mi sono sentito defraudato perché il giudice Falcone aveva dato all'Italia onesta la speranza di poter sconfiggere il potere mafioso ma quella speranza, purtroppo, era saltata in aria insieme a lui!
Fortunatamente il giudice Falcone non è stato solo una speranza ma anche un esempio e dopo di lui altri uomini coraggiosi, incuranti della propria vita, si sono opposti al potere criminale.
Il giudice Giovanni Falcone è morto quel maledetto 23 maggio di 20 anni fa ma è ancora vivo nel ricordo di tutte le persone oneste e sempre lo sarà!


2 commenti:

Who is? ha detto...

Falcone è morto. Viva Falcone!

Anonimo ha detto...

L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.

(G. Falcone)